Olio esausto:la prospettiva del Kazakistan. Gli olii esausti, i lubrificanti e il loro riciclaggio

La rigenerazione degli oli esausti si rende necessaria per alcune ragioni, quali i rischi ambientali riguardanti i rifiuti oleosi e il fatto che l’olio esausto può rappresentare una preziosa materia prima o essere usato come combustibile.

In Polonia, per esempio, la raccolta e la rigenerazione degli oli esausti ha una storia di 60 anni.

La Polonia importa oli usati e non può trascurare tale risorsa. Il consumo di oli lubrificanti è di circa 200.000 tonnellate all’ anno, mentre circa 20.000 tonnellate vengono raccolte e riciclate annualmente.

Nella regione dell’Astrakhan (un’area situata al confine russo), non vengono prodotti nuovi oli, e la domanda viene soddisfatta tramite l’importazione di oli da altre parti della Russia e dall’estero, e dal riciclaggio locale di oli esausti.

Nel 2002 con il supporto dell’amministrazione locale vennero acquistate speciali attrezzature per il riciclaggio dell’olio e venne creata una struttura per riciclare gli oli esausti industriali.

Ogni anno vengono utilizzati fino a 15.000 tonnellate di oli esausti industriali. La raccolta e il riciclaggio coinvolgono solo 250-300 tonnellate all’anno.

Perciò più di 14.000 tonnellate di olio vengono scaricate illegalmente sui terreni e nelle acque.

Nella Federazione Russa, nel 2002, furono prodotti 2.5 milioni di tonnellate di oli lubrificanti, ed il volume potenziale minimo di oli usati è di 500.000 tonnellate all’anno.

I Paesi dell’Unione Europea hanno usato nel 2000 4.84 tonnellate di oli lubrificanti (approssimativamente il 65% come carburante per veicoli e meno del 35% come oli industriali).

In media, la percentuale della raccolta di oli esausti è stata del 70-75% su 1.8 milioni di tonnellate, dei quali il 25% era rigenerato, il 49% è stato usato come carburante e l’ 1% è stato distrutto.

In Paesi come la Germania, il Belgio e l’Italia, più del 50% (rispettivamente 55%, 50% e 55%)degli oli raccolti viene rigenerato.

Nei primi anni ’30, in Germania le piccole raffinerie vennero riconvertite in industrie per la rigenerazione degli oli esausti.

Per questo la Germania ha oggi i più potenti impianti di rigenerazione degli oli.

In Germania sono presenti 6 stabilimenti per la rigenerazione degli oli con una capacità di 280.000 tonnellate all’anno. Sono stati pianificati altri 3 stabilimenti.

Solo il 30% dell’olio raccolto viene usato come carburante.

In Kazakistan, nonostante l’assenza di impianti di riciclaggio, viene raccolto l’olio.

Tale processo è permesso dalle autorità competenti.

Gli oli esausti vengono raccolti dalle raffinerie e dalle compagnie delle stazioni di servizio.

Negli anni più recenti, le compagnie commerciali, autorizzate a trattare materiali pericolosi, hanno anch’esse iniziato a raccogliere l’olio esausto.

La quantità di olio illecitamente gettato nel terreno o nell’acqua in Kazakistan è del 26-77% della quantità totale di olio esausto; ne viene raccolto il 40-48%, ma anche dell’olio raccolto ne viene rigenerato solo il 14-15%, mentre il rimanente 26-33% viene usato come carburante o bruciato.

In Kazakistan, come in molti altri Paesi, il problema dei rifiuti industriali e di consumo è uno dei più urgenti temi ambientali.

La serietà del problema deriva per lo più dall’alta concentrazione di industrie manifatturiere.

La repubblica ha incrementato l’estrazione e la raffinazione dell’olio, la costruzione di industrie, la produzione di energia, la creazione di stabilimenti per la costruzione di veicoli.

L’industria per la raffinazione e la produzione di oli genera approssimativamente il 35-40% del totale dei rifiuti oleosi nel Paese, mentre gli stabilimenti per la produzione di carburante ed energia ne generano circa il 25%.

Una quantità ugualmente significativa di rifiuti oleosi è generata dall’industria manifatturiera e automobilistica.

I rifiuti oleosi sono pericolosi per l’ambiente: acque e falde freatiche, terreno e piante, aria.

Valutando l’inquinamento, non è sempre possibile ripristinare la stabilità dell’ecosistema.

La mancanza di un sistema efficace di raccolta e riciclaggio dell’olio esausto dai proprietari di mezzi di locomozione è un duro colpo all’inquinamento ambientale.

L’assenza di punti di raccolta di oli esausti spesso fanno sì che i siti dei proprietari di parchi veicoli diventino siti in cui vengono gettati oli illecitamente.

Un sistema di differenziazione economica per la raccolta e il riciclaggio degli oli esausti, dipendente dal livello della loro impurità, ha dimostrato la realizzabilità dell’implementazione di un sistema che raccoglie differenti tipi di oli esausti.

I metodi di riciclaggio più communi nella repubblica sono:

Nl’utilizzo dell’olio esausto come componente del combustibile pesante;

n unione di una parte alleggerita nel greggio;

n produzione di lubrificante;

n utilizzo dei prodotti di scarto come lubrificanti per punti di frizione non critici.

Una delle fonti più realistiche per aumentare le riserve di olio è la rigenerazione dell’olio (restauro qualitativo) e il suo riutilizzo.

La rigenerazione dell’olio è un affare in crescita.

Se ben organizzata, abbassa il costo dell’olio rigenerato del 40-70% rispetto agli oli nuovi, praticamente con la stessa qualità.

Lo scarico illegale di olio esausto è causato dal fatto che la legislazione locale considera tali oli come rifiuti, mentre nell’ Unione Europea e negli Stati Uniti gli oli esausti non sono considerati come scorie, bensì come preziose risorse energetiche.

Le direttive dell’Unione Europea sul riciclaggio dei rifiuti e degli oli esausti (74/439/CEE del 16.06.1975 con emendamenti 91/692/EWG del 31.12.1991) statuiscono che riciclare significa raccogliere, conservare, trasportare, lavorare (anche rigenerare) e smaltire i rifiuti, ivi compreso il controllo del processo e le discariche.

La direttiva elenca i metodi di smaltimento dei rifiuti.

Il metodo da preferire è la rigenerazione dell’olio esausto, non il suo utilizzo come combustibile nel settore energetico.

Tutti i processi devono, ovviamente, essere sicuri dal punto di vista ambientale.

Tutta l’attività di lavorazione degli oli esausti è finanziata dal governo.

Col tempo, le aziende accumuleranno i propri fondi, e gli impianti di rigenerazione diventeranno remunerativi.

L’efficacia dell’implementazione delle leggi e delle direttive è dimostrata dall’efficacia della raccolta di oli esausti in questi Paesi (in alcuni, oltre l’80% degli oli esausti viene raccolto).

Inoltre, l’efficacia della raccolta e della lavorazione degli oli nell’Unione Europea e negli Stati Uniti è in piccola parte dovuta al supporto economico del governo sotto forma di prezzi, bolli e tasse, sussidi e vantaggi, ecc.

Alcune delle misure di sostegno da parte del governo includono il finanziamento attraverso programmi federali e locali, prassi diffusa negli Stati Uniti.

La Convenzione di Basilea sulla salute e l’ambiente considera l’olio esausto come “scorie” e “rifiuti pericolosi”.

L’accordo internazionale è stato adottato in Kazakistan dal decreto governativo n. 670 del 28.04.97.

L’efficacia economica dei sistemi di rigenerazione dipende dai prezzi degli oli rigenerati sul mercato, che risente molto delle fluttuazioni dei prezzi del greggio.

E’ economicamente redditizio rigenerare gli oli in sede e creare industrie manifatturiere che utilizzano l’ olio, così da coinvolgere l’olio rigenerato nel sistema produttivo e nell’aumento della produzione di materiali lubrificanti.

Nel caso di specie, negli Stati Uniti e in Germania sono in vigore tutti gli incentivi per la rigenerazione degli oli.

Mentre gli oli esausti in Kazakistan sono considerati come rifiuti, anzichè essere trattati come risorsa preziosa, e finchè non ci saranno incentivi per le aziende che raccolgono e riciclano gli oli, gli oli esausti continueranno ad essere bruciati nelle fornaci senza un pre-trattamento per rimuovere le impurità, che, dunque, inquineranno la biosfera, o saranno gettati nel terreno e nell’acqua.

Quindi è assolutamente necessario crere una legislazione sugli oli esausti, che possa organizzare la procedura per il controllo degli oli lubrificanti come prezioso materiale riciclabile.

Sarebbe più vantaggioso separare l’olio esausto in una categoria unica per una legislazione specifica sugli oli esausti. Naturalmente, la creazione di tale legislazione necessita di tempo, perciò esistono delle norme provvisorie, come le “Indicazioni provvisorie sul controllo degli oli esausti”.

Un vantaggio competitivo degli oli esausti e dei materiali lubrificanti non sta solo nei prezzi, ma anche nella differenziazione dei prodotti, nella sua attrattiva sul cliente, e , ovviamente, nella sua qualità.

Data la disponibilità di tecnologie per una rigenerazione efficace, gli oli esausti possono diventare un’importante fonte di produzione di     oli di base e oli di consumo di varia viscosità, compresa la elevata viscosità.

L’azienda Epron di Smolensk, in Russia, ha creato un sistema di purificazione dell’olio.

Il proceso si basa su metodi fisici: filtrazione e rimozione di acqua dagli oli attraverso membrane capillari.

E’ semplice, ma efficace come ogni altro metodo usato oggi.

L’efficacia del sistema sperimentale è stata dimostrata dai test di laboratorio sugli oli purificati, che si attengono agli standard GOST 21043-86 “Gli oli esausti. Specifiche tecniche generali” .

Un’azienda di ricerca e sviluppo moscovita, la “Technoservice-Electro”, ha sviluppato un processo che utilizza un sorbente biologico per la rigenerazione e la trasformazione degli oli.

L’utilizzo del sorbente biologico semplifica in modo significativo una parte del processo.

Per esempio, la rimozione della terra sbiancante usata dal sistema così come la sostituzione del sorbente può essere difficile, mentre il sorbente biologico è facile da rimuovere.

L’effetto collaterale economico dello smaltimento del sorbente usato è pressochè nullo.

Il sorbente biologico usato può essere bruciato senza che ne rimanga traccia e con il minimo danno ambientale.

La nuova tecnologia dell’estrazione sottovuoto di distillati con solvente, che rispetta gli ultimi requisiti della rigenerazione degli oli esausti, è stata sviluppata dalle aziende tedesche Mineraloil-Raffinerie Dollbergen e Mustad-International Oilrecycling Group.

La tecnologia della MRD assicura l’alta qualità della produzione derivante dagli oli esausti. La lavorazione non produce materiali di scarto e garantisce vantaggi economici.

Il processo è flessibile e permette la produzione di oli di varia qualità, compreso un olio paragonabile a quello nuovo.

Considerata l’importanza del problema dello smaltimento e del riciclo dell’olio esausto, è necessario creare meccanismi legali ed economici per facilitare la raccolta e la lavorazione dell’olio esausto.

Tai meccanismi sono già stati sviluppati e collaudati negli Stati Uniti, nell’Unione Europea e in molti altri Paesi.

I primi passi in questa direzione sono stati fatti anche in Kazakistan, dove sono stati aperti servizi di cambio di olio gratuiti per i possessori di automobili.

I problemi sopra menzionati sono stati discussi anche alla fiera internazionale del Kazakistan “Rifiuti: minimizzazione e prevenzione 2002”, che ha avuto luogo ad Almaty, sponsorizzata dal Ministero per le risorse naturali e la protezione ambientale.

EcoPravda-Kazakhstan, No 517, ot (at) lorton.com, 11 febbraio 2005