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Depurazione delle acque reflue da cromo. Lo schema tecnologico di depurazione delle acque reflue contenenti cromo ed acido-alcaline

La depurazione delle acque reflue da cromo è un importante obiettivo ambientale, perché i composti di questo elemento sono estremamente dannosi per il corpo umano. I processi di depurazione sono di solito preceduti dalla determinazione del contenuto di cromo nelle acque reflue.

E’ noto un metodo di depurazione con utilizzo dei dispositivi di agitazione meccanici. Ma questo metodo richiede grandi aree produttive e significative spese in conto capitale. La durata del processo ciclico con utilizzo di questo approccio va da 30 a 120 minuti. L’impiego degli apparecchi a strato turbolento AVS-100 (150) per rimuovere il cromo nelle acque reflue dimostra i risultati molto migliori in pratica.

Le particelle ferromagnetiche presenti nella zona di lavoro del apparecchio, sotto l’influenza del campo elettromagnetico fanno una miscelazione intensiva di reagenti che entrano nella zona di reazione. Grazie ai colpi e attrito avviene la loro macinazione fino allo stato colloidale della dispersività. Il metallo colloidale risultante rappresenta un buon agente riduttore.

Contemporaneamente alla formazione del metallo colloidale durante la dispersione delle particelle ferromagnetiche, nello strato turbolento avviene la formazione di idrogeno mediante l’elettrolisi dell’acqua. Entrambi i fattori influenzano significativamente sull’acqua, che contiene cromo.

Questa capacità dello strato turbolento può ridurre significativamente il consumo di solfato di ferro per ridurre il cromo esavalente nelle acque di scarico e anche ottenere il completo recupero di altri metalli solo per conto il metallo colloidale e idrogeno generato.

Il processo di recupero nell’apparecchio AVS dura qualche frazione di secondo, che consente di effettuare il processo continuo a una velocità maggiore.

La miscelazione intensiva dei reagenti e l’azione dei campi elettromagnetici, nonché la dispersione dei composti risultanti porta al fatto che gli idrossidi metallici ottenuti sono più dispersi rispetto a quelli ottenuti nei dispositivi con agitatori meccanici.

I risultati sperimentali di prove industriali degli apparecchi AVS che assicurano la rimozione del cromo dalle acque reflue, dimostrano che in questo caso viene raggiunta l’alta qualità di depurazione. E l’uso di reagenti è pari al 90-100% da stechiometrico, nonché si semplificano notevolmente gli impianti di depurazione e il loro esercizio.

Nei metodi convenzionali con reagenti, la depurazione delle acque reflue richiede il consumo di reagenti al livello del 115-120% del precipitante (Ca(OH)2, Na2CO3) e 150-175% dell’agente riduttore (FeSO4).

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